IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

  In Italia, l’espressione deriva da un’usanza siciliana, secondo la quale, nell’antichità, la notte precedente la festa di fidanzamento della figlia maggiore di una famiglia quest’ultima nascondeva nella bocca di uno dei mascheroni della fontana del Paese il gioiello d’oro della nonna materna. L’indomani le ragazze nubili andavano in cerca del gioiello, che avrebbe portato a un fidanzamento imminente. Ecco perché chi si svegliava prima, aveva più probabilità di sposarsi. Puà!!!! Preferisco credere al semplice Leggi tutto…

Si è sempre fatto così…Qualcuno l’ha mai sentita?

“Si è sempre fatto così”. Locuzioni idiomatiche e identificazione culturale. Ci sono espressioni che racchiudono semanticamente mondi e valori, o l’assenza di questi, più di altre. Ad esempio, reiterare in taluni comportamenti (spesso discutibili e sconsigliabili) presupponendo che essi siano corretti, solo perché sempre agiti, dunque largamente accettati, ma che portano ad una pericolosa mistificazione della realtà. Dal punto di vista comunicativo la frase che più incarna questo modo di pensare e di agire è quella Leggi tutto…

LE PAROLE SONO FINESTRE OPPURE MURI

Le parole sono finestre oppure muri. Corsi e ricorsi storici quotidiani antipedagogici. (da “Quando la comunicazione va a ramengo”, S. Contardi 2016) Non ho mai visto un bambino stupido; ho visto un bambino che talvolta ha fatto cose che non ho compreso o cose in modi che non avevo previsto …Prima di chiamarlo stupido pensateci!…Le parole sono finestre oppure muri…” (Ruth Bebermeyer) Cari figli, comunicare deriva dal latino cum (con) e munire (legare, costruire). Vuol dire mettere Leggi tutto…

L’autostima non è egocentrismo. “La filastrocca dell’autostima in rima”.

La filastrocca dalle 100.0000 e più condivisioni in un solo mese. …Miracoli del web 🙂 Non dirmi ‘sciocco’ oppure ‘somaro’. Sono parole dal gusto amaro. Non dirmi ‘aspetta, ti rispondo dopo’. Se lo chiedo ora, ci sarà uno scopo. Non chiedermi sempre e solo perché. Ne sono certo, lo sai già perché. Se poi non mi urli tutti i santi giorni, sarò più felice quando ritorni. Non chiedermi cose sotto ricatto, o imparerò il prezzo Leggi tutto…

Ma i compiti servono davvero?

Prima o poi siamo tutti vittime, colpevoli o anche solo testimoni delle liti quotidiane per i compiti. Ma dopo già cinque o otto ore di scuola, hanno senso?  Le ore trascorse a convincerli per poi stare anche una sola oretta su libri e quaderni o sui fantomatici libretti dei compiti estivi, sono utili o controproducenti? Improvvisarsi insegnanti complementari pomeridiani senza alcuna nozione disciplinare e men che meno pedagogica (o tutor serali, considerando che i genitori Leggi tutto…

MERCATO NERO DEL SAPERE? NO, GRAZIE

CONFESSIONI DI UN’INSEGNANTE DI RIPETIZIONI PENTITA. Io, insegnante di ripetizione pentita, ho smesso. Dopo una carriera degna di un professore di ruolo durata 26 anni, via via aggiungendo lauree, specializzazioni, esperienze personali internazionali di strategie di insegnamento attivo, proattivo, interattivo, esperienziale e di metodi di studio…e tre figli, ho smesso. Mi sono specializzata sul campo con bambini ipovedenti, DSA con disturbi specifici dell’apprendimento (o Different Solving Approach, come li chiamo io), ma che allora si chiamavano Leggi tutto…

Memorie e Riscatto di un Pigro Viaggiatore

  “Dovevo darmi una mossa! Poi arriva il punto in cui la scelta diventa irreversibile, mi pare avesse detto Marguerite Yourcenar e, psicologicamente, io avevo già preso la porta.” Memorie e riscatto di un pigro viaggiatore è un testo lieve e intenso capace di accarezzare emozioni sottili e far vibrare risonanze profonde” (Maurizio Parodi) Un viaggio senza numero di pagine, dove perdersi e fare almeno un po’ di fatica per ritrovarsi. Un cammino che può Leggi tutto…

Animismo domestico. Una vita nell’armadio

“Adesso ho deciso! Lo butto! Non lo sopporto più! Questo legno scuro incupisce la stanza! Io amo il tutto bianco! Amo l’effetto Scandinavia pret-a-porter. Almeno qui, nella casa al mare, ho voglia di luce e di freschezza!” “Eh…”, si limita a vocalizzare Antonella. “E poi, guarda le linee, un improbabile stile neo-barocco anni settanta. Peccato che mamma non amasse il design contemporaneo. Adesso saremmo pieni di copie, quando non di originali, di Castelli,  Castiglioni, Magistretti Leggi tutto…

Quando la comunicazione va a ramengo

Cosa succede quando la comunicazione verbale è distorta ed inefficace, quando l’interlocutore è un interlocutore distratto o un cattivo ascoltatore, quando il sottinteso è l’unico veicolo di informazioni? Si originano infiniti equivoci a effetto domino e la comunicazione si interrompe. Ma non tutto è perduto se, nel tentativo, il comune denominatore si chiama onestà, empatia, amore. Mini trattato domestico di comunicazione non violenta, sociologia da strapazzo, filosofia spiccia, confessione e dichiarazione d’amore.

Il Bambino che non voleva parlare

Una storia tutta di bambini, che crescono, soffrono, ridono, si deridono. Bambini speciali alle prese con una quotidianità che non sempre è d’aiuto, ma che insieme sanno anche mettere in campo strategie e trovare soluzioni. Il grande assente è l’adulto, che molto potrebbe fare, perché non sempre i bambini ce la possono fare da soli. Una storia di diversità e integrazione che dovrebbe farci meditare sul nostro ruolo di adulti e di educatori.